Rocca di Berignone

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I resti del Castello dei Vescovi, detto anche Torraccia, sorgono nel complesso forestale di Berignone-Tatti, situato a circa 8 km in linea d'aria a SSE di Volterra. L'itinerario più comodo per raggiungere lo sperduto castello richiede mezza giornata: da Volterra si prosegue lungo la SS68 verso Castel S.Gimignano/Siena, dopo circa 5 km. si svolta a destra verso Mazzolla, prima di giugere al paese a si piega a sinistra per una strada sterrata e quindi a destra al primo bivio. Si prosegue sulla stessa via fino al Podere Batazzone da cui una stretta curva a sinistra conduce nella valle del Torrente Fosci. Si segue la strada finché una catena obbliga a lasciare l'auto. Si prosegue a piedi o in mtb e superato il Capannone si raggiunge in circa 45' il sito del castello.


» Dove è la foresta di Berignone-Tatti?

Il castello conosciuto come Rocca di Berignone (dal nome del bosco dove è locato, un ampio complesso forestale che ancor oggi si presenta agli occhi del visitatore nella sua suggestiva bellezza naturale), Castello dei Vescovi o semplicemente Torraccia, è un importante sito fortificato posto a sud di Volterra, su uno sperone roccioso alla confluenza del botro al Rio con il torrente Sellate, nell'alta valle di Cecina.

Del castello emergono tracce già nell'896, quando venne ceduto in dono da Adalberto, marchese di Toscana, ad Alboino, vescovo di Volterra. Da allora fu roccaforte e residenza dei vescovi di Volterra (per questo il nome), usata per amministrare la giustizia, per coniare monete ma soprattutto come rifugio durante la loro lunga lotta contro il Comune. Più volte i vescovi vi si ritirarono per evitare rappresaglie, come nel 1266, dopo la vittoria guelfa di Benevento, per sfuggire dall'assalto dei ghibellini.

Nel 1361 Berignone si ribellò al comune di Volterra, ma fu facilmente riconquistato. Nel 1381 furono gli stessi abitanti di Berignone a voler porre sotto la tutela del comune la difesa del castello, occupato dai parenti di Simone dei Fagani di Reggio, vescovo di Volterra. Ne derivarono altre numerose dispute fino alla pace stipulata il 5 febbraio 1382. Nel 1399 il castello fu occupato dai Senesi e da quel momento iniziò la sua definitiva decadenza.

Oggi non ne rimangono che i ruderi a dominare vasti boschi popolati da ungulati e rapaci, ma anche da questi si può intuire la forza e la severa eleganza delle strutture architettoniche di un tempo.