Carrara - Castello Malaspina

Foto e testo a cura del Prof. Renato Vita, Responsabile della biblioteca 'M.o.v.c. Giuseppe Taliercio'

Ultimo grande centro di costa della Toscana di nord-ovest, a km.7 dal mar Ligure, nascosta nella vallata del torrente Carrione, ai piedi delle Alpi Apuane, m.100 s.l.m., Carrara, con presenze dalla preistoria, è in epoca romana e bizantino-longobarda il "Forum Clodi" della "Tabula Peutingeriana" (ipotesi tedesco-cecoslovacche confermate da "carotaggi" e rinvenimenti della Soprintendenza Archeologica). Il vecchio abitato diviene poi nell'alto-medioevo il centro della "Curtis de Cararia", centro fortificato (nel 950 Oberto I ha il suo "Broilus de Cararia" opposto al vescovile "Castrum Veciali") importante per il controllo delle cave di marmo e punto d'incrocio tra la romana via Carriona (per il trasporto dei marmi al mare), la via Longobarda (per Lunigiana-Garfagnana-Emilia) e la via Pedemontana (Toscana-Liguria), percorsi alternativi alla via Francigena, distante soli km.4, nella fortificata frazione costiera di Avenza.

Negli "Annales Bobiensis", il 13 agosto 1187, è il primo documento scritto rimasto sul Castello di Carrara: l'Abate Rainero del Monastero di San Colombano di Bobbio "cede in perpetuo" la "Rocha vetus de Cararia" ai Marchesi Moroello, Opizone II e Alberto, figli di Opizzone I Malaspina il Grande, Marchese e Conte Palatino di Federico Barbarossa, erede dei diritti degli Obertenghi.

La primitiva rocca, forse su precedenti fortificazioni bizantino-longobarde, è sul "Groppinus", piccola altura a sud-est del "Broilus et Burgus de Cararia "che, per un voluto contrasto feudale con gli Obertenghi, Ottone I ha concesso però il 19 maggio 963 al Vescovo di Luni Gotifredo I. Nel 1215, contro i Vescovi - Conti di Luni, Federico II nomina nuovo "Dominus Carariae" il parente Marchese Guglielmo dei Massa-Corsica-Cagliari, consanguinei dei Malaspina, che fortifica il "Burgus Carariae" con la prima completa cerchia muraria e amplia e la "Rocha de Cararia", tutta in bianche bozze marmoree (contigua ma indipendente dalle mura cittadine, la Rocca è un possente torrione quadrangolare, affiancato da un'altra torre, con fossato e ponte levatoio).

Sempre munito dai diversi dominatori, dal 1448, il Castello di Carrara è la residenza principesca del piccolo stato indipendente, legato ai Campo Fregoso di Genova e Sarzana, di Spinetta di Campo Fregoso, nuovo "Dominus de Carraria, Aventia et Moneta" e ancora, nel 1473, Jacopo Malaspina dello Spino Fiorito di Fosdinovo, nuovo "Marchese di Massa e Principe di Carrara" sceglie come residenza principale, preferendola alla più grande e munita, ma meno comoda Rocca di Massa, la "Rocha de Carraria", ampliandola con cortili, loggiati e la "camera picta" Nel 1519, Ricciarda, l'ultima dei Marchesi Malaspina, vedova di Scipione Fieschi, Conte di Lavagna e di Luni, risposatasi con il nobile genovese Lorenzo Cybo, nipote dei Papi Leone X Medici e Innocenzo VIII Cybo, edifica "un picciolo ma vago palagio iusta la rocha de Carraria …", dove il 12 maggio 1536 ospita Carlo V di Spagna, protettore del piccolo stato.

Carrara - Resti di mura sul torrente Carrione

Dal 1540 al 1549 il Cardinale Innocenzo III Cybo, Governatore di Carrara, dal Castello e dal "Palazzo di Ricciarda" crea un nuovo Palazzo-fortezza, in stile ferrarese, con sculture, reperti romani, quadri, affreschi, circondato da un vasto giardino adorno di fontane marmoree. Allestisce anche la ricca "Biblioteca Cybo", con codici miniati e le prime opere a stampa (la Lunigiana vanta alcuni tra i primi grandi stampatori moderni) e nel Torrione centrale della Rocca raccoglie il medievale Archivio Notarile di Carrara (prezioso, ad es., per i contratti di compravendita di marmi dei Pisano, Donatello, Michelangelo, Alberti, ecc.).

Carrara - Resti della Medievale Porta al Bozo

Nel 1557, Alberico I Cybo-Malaspina, nuovo "Marchese di Massa e Principe di Carrara", edifica, con raddoppio dell'area urbana, la seconda cerchia muraria di Carrara, unita, con la monumentale "Porta Nuova o dello stradone" al Castello Palazzo del Principe, di cui il Marchese scrive" Castello molto vago, ma piuttosto Palazzo …", dove, dal 1602, con i "Capitoli delle milizie di Massa e Carrara" risiede il Capitano - Luogotenente di Carrara, con parte delle truppe cittadine. Del 1620 circa è la prima raffigurazione antica rimasta del Castello di Carrara, in "Marchesato de Carrara" dal "Corpus di vedute dei possedimenti di Alberico I Cybo-Malaspina" del "pittore di corte", il carrarese Domenico di Justus Utens il Fiammingo . Persa la vecchia funzione militare, il Castello di Carrara rimane simbolo del potere ducale fino al 30 giugno 1796. Poi, fino al 30 marzo 1806, il Castello è occupato dalle truppe di Napoleone : trafugate sculture e quadri, disperso l'Archivio Notarile di Carrara, i "Giardini del Principe" devastati e ridotti a piazza d'armi della guarnigione ! Nel 1806, Elisa Bonaparte-Baciocchi, Duchessa di Lucca e Massa, Principessa di Carrara e Piombino, destina il Castello-Palazzo dei Cybo-Malaspina a sede della "Ducale Accademia d'arte di Carrara", con presidenti onorari Napoleone I e Eugenio Beauharnais.

Carrara - Resti del ponte extramuros di Groppoli.

Con la Restaurazione torna, 1815-1824, l'ultima Duchessa di Massa e Carrara, Maria Beatrice Cybo-Malaspina-Este, moglie dell'Arciduca Ferdinando d'Asburgo, che destina ancora all'Accademia d'arte il Palazzo del Principe, mentre il Castello, irriconoscibile per le modifiche architettoniche, è adibito agli usi più diversi, anche a lazzaretto e carcere cittadino! Nel 1861, il Regno d'Italia conferma sede della prestigiosa "Reale Accademia di Belle Arti di Carrara" il Castello Malaspina, salvatosi dallo sviluppo urbanistico ottocentesco che sventra le fortificazioni medievali e rinascimentali. Dopo il terremoto del 1920, pur con l'allora di moda restauro ricostruttivo, gli architetti Remedi e Biscacciardini riportano in luce il complesso originale della Rocca medievale.

Nel 1954, per accresciute esigenze di spazi didattici dell'Accademia, la Soprintendenza alle Belle Arti di Pisa autorizza un nuovo, errato intervento sul Castello : il cinquecentesco "Palazzo del Principe dei Cybo" viene soprelevato di un piano! snaturando il complesso Castello - Palazzo perché viene soffocata e schiacciata prospetticamente la Rocca medievale, prima più alta dell'attiguo Palazzo rinascimentale. Viene anche murato il doppio "Scalone d'onore " seicentesco, del Palazzo Cybo, tra la "Sala delle colonne" e la "Sala Grande"!

Inserito nelle "Giornate Europee del Patrimonio: Castelli e Fortificazioni", 25-26 settembre 1999, e terminati gli ultimi restauri, il Castello Malaspina - Palazzo Cybo "del Principe", aperto al pubblico e gratuitamente visitabile a richiesta, ospita la sede centrale dell'Accademia di Belle Arti di Carrara, con:

  • a pianterreno, la ricca Biblioteca d'Istituto (es. due edizioni originali della "Encyclopédie "), nell'antica "Sala delle colonne ", e la più completa Marmoteca Nazionale esistente, nell'antica "Sala dei nobili ",
  • al 1°piano (oltre la Presidenza e la Direzione) nei cinquecenteschi "Appartamenti privati del Principe ", i preziosi "Archivi antiquari locali "(con gli "Statuti di Alberico I "), la pregevole "Raccolta bibliografica lunigianese " dei Conti Del Medico, l'importante "Archivio Zaccagna " e la ricca "Emeroteca apuana "(con la copiosa pubblicistica locale XIX-XX sec.),
  • i resti delle antiche collezioni artistiche del Castello : una piccola Pinacoteca (XI-XX sec., es. Appiani, Scarsella, Lippi), la Raccolta di sculture (XVIII-XX sec., anche dei Maestri dell'Accademia, come Tenerani e Dazzi, ) e l'importantissima Gipsoteca (sec. XVIII-XX, es.Canova, Thorwaldsen, Tenerani, Dazzi, Finelli, Bartolini, Fontana, ecc. e copie uniche dei Gessi Vaticani, del Louvre e del British Museum),
  • sotto il loggiato medievale davanti al settecentesco "Studio Anatomico ", posto in una sala del '500, sono esposti i resti, perduto il "Museo privato lunense Fabbricotti ", della "Collezione antiquaria di marmi antichi ": opere romane (es. la celebre edicola votiva dei "Fantiscritti "), medievali (es. "L'Annunciazione" di Lapo di Giroldo, del '300) e rinascimentali (es. busti dei Cybo - Malaspina), mentre altri pezzi sono in prestito al "Museo del Marmo Città di Carrara ".

Mappa del Castello

Prof. Renato Vita, via d' la Biedla n. 1, 54027 PONTREMOLI (MS), tel. 0187/833684, - viale XX settembre n.69, 54033 CARRARA (MS), tel. O585/840095;
Biblioteca d'Istituto "M.o.v.c. G. Taliercio "- Liceo Scientifico Statale "G. Marconi ", viale XX settembre n.140, 54033 CARRARA (MS), tel.0585/840412 - fax. 0585/840413.