Castiglion Balzetti

"Castiglion Che Dio Sol Sa"

Il fronte orientale, con la postierla, vista dalla Piazza d'Armi. La Torre sud-ovest e la scalinata di accesso al mastio.

Il Castello si trova immerso nei boschi della Val di Merse, ai margini della tenuta del Castello di Spannocchia. Da Firenze si segue la superstrada per Siena. Si Esce a Colle Val d'Elsa Sud e si prosegue in direzione Grosseto lungo la SS541 Traversa Maremmana, giunti al bivio di Montarrenti (Colonna Leopoldina) si svolta a sinistra sulla SP73bis verso Rosia, dopo circa un chilometro sulla destra troviamo l'ingresso alla Tenuta di Spannocchia e da qui si prosegue lungo una strada bianca (se non trovate la sbarra abbassata, possibile soprattutto d'inverno). Circa un chilometro passato il Castello di Spannocchia si seguono le indicazioni sulla sinistra (Cartello in legno con scritto 'Castiglion' che ritroverete ad ogni bivio successivo) ma è conveniente parcheggiare la macchina e proseguire a piedi in quanto il fondo diventa fortemente sconnesso. Da Spannocchia, Castiglion Balzetti dista 4,5 chilometri.


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Il mastio e la costruzione più bassa che ospitava al chiesa del castello.

I ruderi di Castiglion Balzetti (comunemente conosciuto come "Castiglion che Dio sol sa", appellativo che descrive perfettamente il luogo in cui sorge: selvaggio, isolato, lontano da strade, vie di comunicazione e luoghi abitati) sono da identificarsi con il "Castellione Bencetti" citato per la prima volta negli statuti Senesi nel 1262. Tale denominazione deriva, con molta probabilità, dalla famiglia aristocratica che ebbe signoria su questo territorio.

Sul castello ci sono pochissime fonti storiche disponibili, alla fine del duecento era sotto la giurisdizione senese, come riportato in una condanna ricevuta per non aver inviato fanti al servizio del comune. Da un altro documento del 1271 emerge però che Siena non inviava un proprio rettore al castello, riconoscendo così una certa autonomia politica e giurisdizionale ai signori locali. Già all'epoca questi dovevano essere i Saracini, potente famiglia senese che nel 1318 risulta comunque proprietaria della fortezza, di molte delle terre circostanti e di un mulino ubicato non lontano, sul fiume Merse. Sia da queste poche notizie sia dalla tipologia delle murature originarie superstiti si può desumere che l'edificazione del castello sia avvenuta in epoca relativamente tarda, in relazione a gli altri incastellamenti del territorio, cioè nel corso del '200.

Sul luogo sono presenti ruderi imponenti, il nucleo centrale della fortificazione è intatto anche grazie a recenti parziali restauri. Il castello è costituito da una grosso mastio rettangolare in pietra, con finestre ad arco romanico (per la maggior parte aperte sul fronte interno) e numerose aperture postume di varie forme riconducibili all'uso abitativo/agrario al quale il maniero fu convertito prima del suo abbandono, ed una bella scalinata esterna in pietra per accedere ai piani superiori. Sono riconoscibili anche due feritoie ai lati della postierla di accesso al piano terreno.

Lungo il lato orientale all'antica costruzione del mastio ne è addossata un'altra più recente, che originariamente ospitava la chiesa, e una seconda con quelle che probabilmente erano le stalle. Una torre di dimensioni ridotte è posta all'angolo di sud-ovest, con all'interno il forno ed il pozzo. Gli edifici sono connessi da una cortina muraria che delimita il cortile, sul lato meridionale si apre la porta principale di accesso, oggi chiusa da un cancello in ferro, con il bell'arco a tutto sesto ed i beccatelli in pietra dell'apparato a sporgere integri. Esternamente, su tutto il fronte sud-ovest, sono ben identificabili i resti di una seconta cinta muraria sviluppata lungo la pendice del rilievo, probabilmente avente funzione di rivellino. A est altre possenti muraglie racchiudono un terrapieno rettangolare al quale si accede da una postierla, usato al tempo come piazza d'armi.

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