Castello di Cennina


Cennina si raggiunge facilmente da Firenze percorrendo la A1 fino all'uscita 'Valdarno'. Da Montevarchi si seguono le indicazioni per Bucine e, passato il paese, quelle per Siena lungo la SS540. Dopo circa due chilometri troviamo sulla destra il bivio, segnalato, per Cennina.


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La postierla.
Il castello sorge su un poggio di 477 metri a dominio della Valdambra, nel medioevo importante luogo di transito tra il Valdarno superiore fiorentino e la Valle di Montaperti nel senese e strategica via d'accesso a Firenze da sud. La sua origine risale, con ogni probabilità, all'epoca etrusco-romana  e il suo sviluppo all'epoca Longobarda, forse per esercitare funzioni di controllo sulle strade sottostanti allo sbocco della Valdambra nel Valdarno. L'attuale borgo murato è disposto attorno al castello feudale del XII° secolo.

Il castello fu costruito nel 1167 dal conte ghibellino Brandaglia Alberigo d'Uguccione alla cui famiglia appartenne anche durante il XII° secolo, sebbene la zona risultasse sotto il controllo dei conti Guidi, ma in seguito dovette più' volte cambiare feudatari: Cennina fu occupata a vicenda dai Tarlati, Ubertini e gli stessi conti Guidi. La Valdambra, della quale Cennina era il punto più strategicamente importante, era terra di confine fra i domini fiorentini, aretini e senesi, e il castello fu di conseguenza assediato, distrutto e ricostruito più volte, coinvolto nelle guerre fra la guelfa Firenze e le ghibelline Siena ed Arezzo.

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Il cassero: veduta esterna e interna.

Nel 1307 Cennina fu distrutta per mano dei senesi, alleati con i guelfi neri di Firenze che erano in guerra contro i guelfi bianchi alleati con i ghibellini di Arezzo. Nel 1360, dopo alterne vicende, Cennina entra definitivamente a far parte del territorio fiorentino, che stabilì nella valle un proprio avamposto fortificato. Dopo quasi un secolo, nel 1447, sempre in mano ai fiorentini subì un devastante assedio da parte delle truppe Aragonesi, alleate di Siena. Nonostante la dura resistenza fu espugnato, ma dopo soli quindici giorni fu riconquistato e rafforzato. L'ultima occupazione militare di Cennina avvenne nel 1529, ne fu autore l'esercito del principe d'Orange di passaggio sulla strada verso Firenze.

il borgo di Cennina è racchiuso dai resti di un'imponente, per spessore e consistenza, cinta muraria ed è una delle principali testimonianze dell'Incastellamento nella Valdambra. Sui ruderi svetta il possente cassero a pianta rettangolare con la bella porta d'accesso al cortile interno con al centro il pozzo, attorno al quale sono sorte diverse case rurali, quasi tutte erette nei secoli scorsi utilizzando le pietre del castello. Sulla destra della bella piazzetta  sorgono i resti del Palazzo, residenza del castellano, in parte restaurato e adibito ad abitazione privata. E' ancora facilmente riscontrabile quello che era il perimetro delle mura: sul lato di nord-est sono praticamente intatte, a sud-ovest possiamo notare la torre d'angolo crollata, ora adagiata sul terreno. Dai suoi resti si deduce che era quadrata e aperta sul fronte interno come la torre orientale della vicina Rocca di Civitella in Val di Chiana.

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