Castello di Fighine


Da Firenze Si segue la A1 FI-Roma fino all' uscita di Chiusi, da qui si prosegue verso Sarteano, poi Cetona. Seguendo la SS321 si arriva a Piazze. Da qui si seguono le indicazioni per Palazzone e dal paese si prosegue lungo la strada sterrata che ci porta a Fighine. La stessa strada può essere imboccata dal versante opposto a San Casciano dei Bagni.


Collocato in ottima posizione strategica, su un displuvio tra la valle del Paglia e la valle della Chiana a circa 650 metri di altitudine, il castello di Fighine venne menzionato per la prima volta in relazione alla Pieve di Santa Maria 'de Fighine', nel placito di un certo marchese Gottifredo del 1058. Nel XII secolo il castello fu dei Visconti di Campiglia d'Orcia, potente famiglia originaria della vicina Chiusi e in seguito feudatari anche di San Casciano (dei Bagni) e Celle sul Rigo.

Il castello vero e proprio è nominato in un editto del 1266 con il quale l'imperatore Federico di Svevia concedeva a Tancredi, visconte di Campiglia, il possesso di Fighine e altri castelli. Anche Ludovico il Bavaro confermò Fighine ai Visconti. La posizione rese Fighine oggetto di dispute fra capitani di ventura e piccoli nobili locali fino a quando non fu occupato dalle truppe di Cortona e ceduto a Paolo Orsini. Fra i successivi proprietari spicca la figura del condottiero Baldaccio d'Anghiari. Alla sua morte, nel 1441, la Repubblica Senese ottenne il controllo del castello.

Nel 1446 furono intrapresi grandi lavori di ampliamento e rafforzamento delle strutture fortificate, ma i lavori si interruppero nel 1451 causa l'occupazione del castello da parte delle truppe papali. Pio II riconsegno Fighine ai Senesi solo 12 anni dopo. Dopo l'annessione di Siena al Granducato di Toscana passò alle dipendenze del Granduca Cosimo dei Medici. Il castello di Fighine ha sempre rappresentato per questa zona una realtà importantissima, basta pensare che nei libri presenti presso l'archivio storico del Comune si cita la località parificandola ad Orvieto.

L'attuale particolare struttura del cassero conserva la forma quadrangolare con tre torri angolari di cui una quadrata e molto più alta delle altre, il nucleo più antico del fotilizio e per questo detta anche 'Torre Vecchia' con resti di beccatelli, una ottagonale sull'angolo di nord-ovest e l'altra più piccola e semi-ottagonale al cui fianco si apre la porta principale di accesso al borgo. Dalla torre quadrata e da quella semiottagonale partono le mura di difesa, aventi spessore di circa 1,5 metri e intervallate da piccole torri rotonde, che, seppure in gran parte dirute, circondano ancora il borgo. Una di dette torri fu utilizzata come abside della Chiesa di San Michele Arcangelo.

Nel tratto in cui si apre la porta, le mura sono ancora dell'altezza originaria con tracce dei beccatelli in pietra che sorreggevano il ballatoio. Il corpo centrale della fortificazione, torri e residenza signorile, ha le mura fortemente scarpate, divise da un redondone in pietra dalla parte verticale e coronate da beccatelli. Attualmente è quasi terminata l'opera di restauro del complesso da parte di un privato che ha acquistato la maggior parte della proprietà. Il castello è visitabile solo dall'esterno.

La chiesa San Michele Arcangelo ha l'abside rivolta ad oriente, secondo l'antica tradizione, ha pianta rettangolare, tetto a capriate, pavimentazione in cotto e due cappelle laterali. Anticamente aveva cinque altari, oggi ne restano tre. Contiene cinque tele con immagini di santi di scuola orvietana e fiorentina. Dietro l'altare maggiore spicca quella di San Michele Arcangelo, fatta dal pittore Bonichi di Lucignano nel 1750, che con la cornice costò 22 scudi.