Castello di Legri


Legri è raggiungibile facilmente da Calenzano (uscita A1 omonima) seguendo le indicazioni.


Il Castello, situato a circa 250 mt. s.l.m., sovrasta la valle della Marinella. Esso fu costruito all'inizio della salita dell'antica strada che, passando per Calenzano e Cupo, univa la Val di Marina al Mugello. Legri apparteneva ai Conti Guidi di Modigliana come altri castelli del basso Mugello. E' citato infatti per la prima volta come Castello di Legri ( Castrum Ligari ) nel 1191 in una bolla dove l'Imperatore Enrico o Arrigo VI conferma ai Guidi i possessi che questi avevano sul Monte Morello a Calenzano e appunto a Legri. Un diploma dell'imperatore Federico II del 1220 che conferma ai Guidi i loro diritti feudali, cita fra i possessi di questi anche la quarta parte del Castello di Legri. Nel XIII secolo il Castello perse molta della sua importanza strategica in concomitanza con la decadenza dell'antica strada che portava in Mugello transitando per il plebato di Legri a favore della nuova direttrice che saliva più speditamente lungo la Val di Marina.

Il Castello di Legri dal XIII secolo in poi rimase pressochè bloccato nel suo sviluppo; vitale rimaneva invece al suo interno la Chiesa di San Pietro e le poche case costruite dentro e fuori le mura, abitate per lo più da contadini e mezzadri che lavoravano le terre intorno.

All'interno del Castello è anche la dimora dei Fingiovanni, famiglia inurbata a Firenze nel Quartiere di Santa Maria Novella, ma originaria di Legri. Su ripe e carbonaie del Castello i Fingiovanni piantarono rigogliosi cipressi. Nel XVI sec. ritroviamo il Castello di Legri nelle piante dei Capitani di Parte, disegnato al centro del popolo di San Piero. Nello schizzo si vede il recinto tondeggiante delle mura appena tratteggiato, mentre più chiaramente delineata è la porta d'accesso rivolta a valle. La strada non attraversa il Castello ma staccatasi dalla direttrice principrale ne lambisce le mura. Al suo interno si vede la Chiesa, sovrastata dal torrione che ancora oggi caratterizza da lontano Legri. Sia la famiglia Fingiovanni, che successivamente quella dei Cattani ebbero concentrate in loro possesso vaste terre attorno al Castello che si estendevano dalla Marinella in su fino a Fisciano e oltre comprendendo il bel gruppo di case medioevali a monte del Castello stesso chiamate La Massa. Lo stemma dei Cattani, con le insegne cardinalizie, di pietra serena e dalle linee barocche, si nota ancora murato su un edificio del Castello.

Senza mai perdere del tutto le sue caratteristiche fisiche di castello, questo svolgeva anche le funzioni di villa-fattoria. Come tale viene infatti indicato dai Lami nel 1758. Anche nel catasto leopoldino degli inizi del XIX secolo è ancora indicato nelle piante come Castello, ed è soprattutto in questo secolo, quando le proprietà di tutta la zona passano nelle mani del Cavaliere Leopoldo Cattani Cavalcanti, che il Castello di Legri, restaurato e riadattato, ribadisce la sua funzione agricola come centro della Fattoria del Castello di Legri. All'inizio del nostro secolo la fattoria passa sotto la nuova gestione dei fratelli Rindi i quali mantengono alta la produttività. Una foto dei primi anni trenta mostra la svettante torre bianca in pietra alberese coperta a tetto e la massa degli edifici più bassi che la circondano privi delle merlature che attualmente le ornano. Un romantico restauro in stile ha infatti in parte trasformato il volto del castello; le mura di cinta sono state notevolmente ampliate, tanto che l'antica porta castellana si trova ora all'interno del recinto; nella parte a nord è stato ricavato un giardino pieno di statue, fiori e fontanelle. Attualmente il Castello è abitato dai proprietari.