Castello di Meleto

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Il fronte settentrionale con i due torrioni cilindrici.
L'ingresso principale attorno al quale sono visibili i resti   della bastionatura.

Meleto sorge nel comune di Gaiole in Chianti lungo la SS408 che porta dal Valdarno verso Siena.


meleto1.jpg (9058 byte)Le origini di Meleto risalgono al XI° secolo come possedimento dei monaci vallombrosani della vicina Abbazia di Coltibuono. Il primo feudatario del castello risulta essere stato un certo Guardellotto. Quest'ultimo fu spogliato di tutti i suoi beni a causa di contrasti sorti con l'imperatore Federico I Barbarossa il quale affidò Meleto alla locale famiglia dei Firidolfi, già insediati in altri castelli della zona. Da qui ebbe origine il ramo dei Firidolfi detto appunto 'da Meleto' mentre un'altra divisione della famiglia dette vita a quello dei Ricasoli Fibindacci che legheranno fortemente il loro nome alla storia di questi luoghi del Chianti.

meleto1.jpg (9058 byte)La posizione strategica, su un colle a diretto controllo della sottostante strada di collegamento fra il Valdarno superiore e il Chianti, oltre che la vicinanza con il confine fra i territori controllati dai senesi e quelli fiorentini, dei quali il castello era l'ultimo baluardo, resero Meleto una delle fortificazioni principali del Terziere della Lega del Chianti capitanato da Gaiole. Per questi motivi il castello fu per secoli teatro di guerre senza però subire gravi distruzioni.

meleto2.jpg (8876 byte)L'impostazione essenzialmente 'militaresca' dell'insediamento può essere riscontrata ancora oggi nonostante le trasformazioni subite nel XVIII secolo: la forma a quadrilatero irregolare, quasi un trapezio, con la presenza al centro della torre del cassero, sebbene notevolmente abbassata, ci mostrano un classico esempio di castello-recinto.

meleto1.jpg (9058 byte)Nel 1478 il castello fu occupato dall'esercito Aragonese alleato con Siena ma due anni dopo fu prontamente riconquistato dai fiorentini che eseguirono notevoli lavori di rafforzamento delle strutture. Praticamente le addizioni del 1480 sono ancora intatte e consistono in due possenti torrioni cilindrici bastionati dotati di apparato difensivo a sporgere ai due angoli meridionali (i più esposti); di ballatoi in mattoni, anch'essi con beccatelli e archetti per la difesa piombante, ai due angoli settentrionali aggettanti sul margine del colle, già naturalmente meglio difesa; la parziale bastionatura delle cortine murarie verso l'unica strada di accesso e l'inserimento di feritoie e troniere, in parte scomparse, lungo il perimetro delle mura. Grazie a tutto questo nel 1529 Meleto resistette vittoriosamente all'assedio delle truppe imperiali.

Mai distrutto attraverso dispute, assedi e battaglie il castello fu trasformato in villa nel 1700 e le sue difese in parte smantellate. I suoi interni, visitabili con guida a pagamento, hanno ancora oggi l'aspetto di questo periodo con sale decorate e affrescate e un particolare teatrino del 1742 provvisto tuttora delle sue sette scenografie originali. Meleto rimase proprietà della famiglia Ricasoli fino ad una trentina di anni fa, oggi è sede di una azienda agricola produttrice di vini.

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