Castello di Montepò


Montepò dista circa 7 chilometri da Scansano. Usciti dalla SS1 Aurelia a Grosseto Est si prosegue su Via Delle Collacchie-Strada Provinciale Scansanese, si oltrepassa Bivio Montorgiali e Pancole, appena oltrepassato quest'ultimo abitato si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Montepo'/Polveraia. Proseguendo sulla sinistra si imbocca una strada bianca che ci conduce attraverso la Tenuta di Montepò. Dopo una serie di curve ci apparirà la scenografica mole del castello, incastonata nel cuore della vallata (dal 2007 sullo sfondo gli fanno da cornice una serie di eliche di una centrale eolica).


Dove si trova il Castello di Montepò?

Le prime notizie scritte del castello di Montepò sono contenute in una bolla di Papa Clemente III del 1188, inviata ai canonici di Sovana. La struttura fortificata originaria è comunque antecedente, sorse attorno all'anno mille nelle vicinanze di un'antica pieve, ma è stata interamente ricostruita in epoca trecentesca quando era controllata dai signori di Cotone.

Nel 1378 il castello passò sotto il controllo di Siena che lo vendette nel corso del secolo successivo alla nobile famiglia senese dei Sergardi. La sua posizione decentrata e la scarsa necessità di essere impiegato in funzioni militari, sia difensive sia offensive, ne accellerò la trasformazione, in epoca rinascimentale, in fattoria fortificata, utile per difendere i vasti poderi e la popolazione della zona dalle scorrerie di razziatori e briganti.

Nel 1530 il castello fu oggetto dell'intervento dell'architetto militare senese Baldassarre Peruzzi, che sostitui le merlature di torri e mura con gli attuali tetti. Vennero in seguito intraprese ulteriori ristrutturazioni. Gli ultimi interventi effettuati nella seconda metà del secolo scorso hanno riportato il complesso all'antico magnificenza.

Oggi il Castello di Montepò si presenta come uno splendido, e raro, esempio di villa fortificata senese del tardo quattrocento. Il complesso ha la forma di quadrilatero semiregolare, si dispone con i corpi di fabbrica a 'L' su due lati del cortile interno; è fiancheggiato da quattro torri angolari a sezione quadrata con basamento a scarpa, che in passato svolgevano anche funzioni di avvistamento.

Le strutture murarie si presentano in pietra, con alcuni rivestimenti in laterizio, come il redondone che corre per tutto il perimetro delle mura esterne e parte delle facciate degli edifici che si aprono sul cortile. Si identifica anche una porta ad arco tondo aperta sul lato sud-ovest originariamente sormontata da apparato difensivo a sporgere e difesa da balestriere poste sul fianco delle torri vicine.

Il castello, attualmente proprietà dei Biondi Santi, è parte integrante di un'azienda agricola specializzata nella produzione di eccellenti vini; in precedenza, era stato luogo di ispirazione dello scrittore britannico Graham Greene. Non visitabile.