Castello di Monternano
I ruderi di Monternano si raggiungono seguendo una diramazione secondaria del tratto della SS429 di Val d'Elsa che congiunge Poggibonsi a Castellina in Chianti. Il bivio, che immette in una stradella sterrata, si trova sulla destra dopo circa sei km. per chi proviene da Castellina [da questa direzione è più facilmente identificabile], e porta il cartello segnaletico-turistico per la Pieve di Cispiano. Passata detta località si prosegue e, poche centinaia di metri dopo che la stradella inizia a scendere, si gira a destra all'indicazione per La Spedda/Monternano. Dopo circa 1,5 km., percorso immersi nel bosco, la strada termina presso una casa torre [proprietà privata] difronte alla quale si erge ciò che resta del castello.» Altre Foto
Insieme alla vicina Poggibonsi costituiva uno sbarramento inespugnabile alle incursioni Fiorentine verso sud. Già nel 1201 l'esercito della città del giglio attaccò Monternano danneggiandolo gravemente, ma fu nel 1220, adducendo la scusa che alcuni mercanti di Firenze erano stati depredati dagli Squarcialupi, che la possente rocca fu espugnata e rasa praticamente al suolo. In questa occasione venne probabilmente usata per la prima volta in Toscana la tecnica d'assedio di scavare gallerie sotto le mura nemiche per minarle e provocarne il crollo. Grazie all'aiuto di Poggibonsi e l'appoggio dell'imperatore gli Squarcialupi riuscirono a ricostruire il castello e mantenerlo fino al 1254 quando l'esercito fiorentino, di ritorno dal vittorioso assedio a Monteriggioni, lo riconquistò definitivamente. Monternano fu assegnato alla pieve fortificata di S.Agnese, una delle tre chiese plebane del 'terzo di Castellina' che, con Radda e Gaiole, andò a costituire la Lega del Chianti. Con la fine delle guerre di confine fra Siena e Firenze l'importanza del castello diminuì progressivamente, soprattutto a causa della posizione utile quasi esclusivamente a scopi militari, fino ad essere abbandonato. Il castello ha forma rettangolare, con i lati più lunghi
orientati a sud e nord, di dimensioni particolarmente vaste per la zona,
e oggi è ridotto ad imponenti ruderi semi sommersi dalla
vegetazione. Il perimetro murato occupa per intero il rilievo dal quale
si dominano la val d'Elsa e i borri circostanti. La strada sterrata ci
conduce direttamente sotto il fronte est, il più possente
grazie alla presenza agli angoli di due torrioni semi cilindrici.
Passando sotto a quello di sud-est si arriva alla porta principale,
ancora in buono stato di conservazione, dotata di un bell'arco a tutto
sesto. Si può notare come questo tratto di cortina muraria
sia stato rinforzato, probabilmente dopo l'assedio del 1220, con l'aggiunta
di una primitiva forma di base a scarpa.
Entrati all'interno del perimetro murato appare chiaro che il fortilizio
era diviso in due parti, quella a est, alla nostra destra, con
funzioni residenziali per i feudatari e quella a ovest, più
vasta, usata come piazza d'armi con edifici di servizio o come
area destinata al ricovero della popolazione del contado in caso di pericolo.
Nella parte residenziale, costruita con filaretto di buona manifattura,
sono ancora presenti i resti di alcune volte e locali sotterranei,
fra i quali la cisterna, oggi accessibile con un'apertura postuma,
proprio di fianco alla porta, anche dall'esterno della cinta muraria. |