Fortificazioni di Piombino


La città è posta all'estremità meridionale di un promontorio della Costa degli Etruschi, affacciato sul Mar Tirreno; è separata dall'isola d'Elba dal Canale di Piombino, largo 10 km. Il suo territorio fa parte storicamente dell'antica Maremma Pisana, oggi denominata anche Maremma Livornese. La cima del promontorio è oggi occupata da piazza Bovio, dalla quale con il cielo limpido si può ammirare tutto l'Arcipelago Toscano e la Corsica. Si raggiunge facilmente sia da nord sia da sud percorrendo la SS1 Aurelia.


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Il Castello / Fortezza Medicea

Il Cassero Entrata alla Fortezza Medicea

Il Castello di Piombino, inglobato nella Fortezza Medicea bastionata del XVI° secolo, è la principale opera militare difensiva che resta nella città, posta sull'altura a sud-est protesa sul mare.

L'aspetto monolitico del castello, dalla solida struttura quasi cubica, potrebbe trarre in inganno il visitatore che dovrà invece seguire al suo interno un affascinante e complesso racconto architettonico che rispecchia le varie vicende storiche della città.

La Porta Ovest inglobata nel CasseroIl Castello, originariamente edificato dai pisani nel XIII° secolo ed allora chiamato Cassero Pisano, segnava il limite della città su quel lato. Il nucleo più antico è costituito da una delle porte che si aprivano nella coeva cinta muraria cittadina, edificata a difesa di uno dei porti più importanti della costa Tirrenica quale era divenuto Piombino. L'originale porta del 1235 è oggi incorporata nel Cassero della Fortezza.

La prima trasformazione saliente fu quella che nel corso del XIV° secolo portò, a seguito della chiusura dell'originario accesso, alla costruzione di un recinto difensivo atto ad alloggiare la guarnigione Pisana stanziata in città per sedare sul nascere i focolai di rivolta. La fortificazione venne poi ritoccata da Leonardo da Vinci fra il 1502 ed il 1504 quando si occupò del riordinamento delle difese cittadine.

Nel XV° secolo il comune di Piombino passò sotto il controllo della Signoria degli Appiano, il perimetro delle mura fu ampliato e rafforzato. Tra il 1552 e il 1557, il Castello divenne il baluardo al centro della fortezza fatta costruire da Cosimo I° de' Medici che, a seguito dell'avvento delle armi da fuoco, incaricò il suo architetto militare Giovanni Camerini di avvolgerlo in bastioni stellari. Da allora il Castello divenne Fortezza Medicea.

Da metà dell'800 al 1960, dopo numerosi passaggi di potere fra Francesi, Spagnoli e Austriaci, il castello fu trasformato in struttura carceraria, all'interno sono ancora visitabili alcune celle con i graffiti dei detenuti.

Il complesso è stato restaurato e oggetto di scavi archeologici tra il 1999 e il 2001. Oggi ospita il Museo del Castello e della Città di Piombino, che ricostruisce la storia dell'edificio nel contesto delle vicende cittadine. Al piano terreno vi sono la raccolta di monete del Principato di Piombino, alcuni stemmi lapidei originali, pannelli didattici e diorami che ricostruiscono le vicende e trasformazioni del castello fra il XIII° ed il XIX° secolo, al primo piano vi sono i reperti rinvenuti durante lo scavo archeologico come piatti, fibbie, brocche, lucerne, monete, placchette di armature, punte di freccia e proiettili di piombo, infine al secondo piano è illustrata la storia di Piombino durante la resistenza e nel XX° secolo.

Il complesso del Torrione e Rivellino

Il Torrione Il Rivellino

Il complesso fortificato fu costruito in diverse epoche. Il Torrione sovrastava l'antica Porta a Terra della città, fu costruito nel 1212 nel periodo di massimo splendore dell'età comunale Piombinese, unica testimonianza superstite di quell'epoca. La torre, detta anche di Sant'Antonio o porta Inferi, era probabilmente dotata di una o più campane, utilizzate in caso di ricorrenze o pericoli.

Nel 1417 fu costruita l'antiporta con piazzale quadrangolare al quale fu aggiunto nel 1447 il Rivellino di forma semicircolare, per volontà di Rinaldo Orsini, signore della città, in vista dell'assedio di Alfonso V° d'Aragona re di Napoli, che venne sventato con successo [bel diorama dell'evento nel Museo del Castello]. Un tempo doveva essere circondato da un fossato e munito di ponte levatoio. I blocchi di tufo del Rivellino provengono dalla stessa cava di Populonia già sfruttata dagli Etruschi.

Quando Cosimo I de' Medici aggiornò le fortificazioni cittadine tra il 1548 e il 1557, fece apportare alcune modifiche al complesso, come la rimozione della merlatura guelfa originaria.

La Cittadella

Fu edificata dall'architetto fiorentino Andrea Guardi dal 1465 al 1470, per volontà del principe piombinese Jacopo III Appiani, all'estremità sud-ovest della città. Originariamente fortificata e munita di porta (oggi scomparsa, insieme al bastione rivolto verso la città fu demolita nel 1805), comprendeva la residenza dei principi Palazzo Appiani (oggetto del più grande scempio che la storia locale ricordi: fu infatti indegnamente e inspiegabilmente demolito nel 1959 per far posto alla villa del direttore dell'Ilva, la grande industria siderurgica cittadina...), una cappella gentilizia dedicata a Sant'Anna, una cisterna e le strutture adibite alla corte e ai servitori, nelle quali è oggi ospitato il Museo Archeologico del Territorio di Populonia.

Fra i numerosi resti delle mura Medievali e Rinascimentali che cingevano la città, la Cittadella conserva ancora gran parte delle fortificazioni progettate da Leonardo da Vinci durante il suo soggiorno a Piombino nei primi anni del 1500. Piombino occupa gran parte del suo Codice II di Madrid, con progetti che coinvolgono tutta la città. Molti tratti delle Mura Leonardesche restano lungo Via Leonardo da Vinci e sul lato nord della Cittadella, dove emergono tre poderosi torrioni semicircolari di ottima fattura. Queste opere fanno di Piombino un 'unicum' infatti è l'unico luogo dove ancora esistono strutture murarie difensive ideate, progettate e realizate dal grande Leonardo.

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