Castello di Pogni

Foto di Marco Ramerini


I resti di Pogni sorgono vicino al paese di Marcialla, sviluppatosi grazie alla sua distruzione, distante circa sei km da Tavarnelle Val di Pesa, raggiungibile dall'uscita omonima della superstrada FI-SI.


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Il castello di Pogni, già conosciuto come Pogna,  in Valdelsa fu uno dei più potenti avamposti di Semifonte, castello principale della potente dinastia comitale dei conti Alberti, ultima resistenza feudale ad essere eliminata dal Comune di Firenze.

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Le prime notizie dell'esistenza del castello sono datate 1059. La roccaforte, divenuta posseso dei conti Alberti, nel 1184 fu assediata e espugnata per la prima volta dai fiorentini. Nella battaglia fu preso prigioniero il conte Alberto a cui fui fatto giurare di demolire entro il 1185  tutte le fortificazioni del castello ad eccezione del palazzo - "totum castellum de Pogna excepto palatium cum turri" - e anche tutte le torri della vicina Certaldo - "omnes turres et de Certaldo".

La promessa non fu però mantenuta o mantenuta solo in parte, infatti da in un diploma imperiale dell'inizio del XIII° secolo viene confermato il dominio della famiglia dei conti Alberti sul castello di Pogna.

Questa può essere considerata una delle ultime manifestazioni ufficiali del velleitario potere feudale nella zona, che con la distruzione di Semifonte, avvenuta nel 1202, aveva di fatto perduto ogni potere nei confronti del comune fiorentino. La definitiva distruzione di Pogni avvenne nel 1312 ad opera dell'esercito di Arrigo VII e risale a tale data l'abbandono della roccaforte. Nel 1382 le fortificazioni vennero riattivate per l'ultima volta e per un breve periodo dalla signoria di Firenze.

Ancora oggi gli imponenti, ma purtroppo scarsissimi, ruderi svettano su un poggio, detto poggio di Marcialla dal nome del vicino paese, a dominio della valle dell'Elsa. Rimane un'alta torre parzialmente diroccata e alcune strutture murarie sparse, utilizzate in parte dalle costruzioni rurali sorte in seguito ai piedi dei ruderi.

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