Rocca di Staggia Senese
(Castello dei Franzesi)

Il castello, prima del restauro.

Le mura.

Il borgo fortificato di Staggia con il suo castello si trova nel comune di Poggibonsi, provincia di Siena. E' raggiungibile  facilmente dall'uscita Colle Val D'Elsa Sud della superstrada Firenze-Siena


La Rocca di Staggia
Via dell’Ospedale 2, 53036 Staggia Senese (Poggibonsi - SI)
Contatti: Tel. +39 366 4792092 - info@laroccadistaggia.it - www.laroccadistaggia.it

Aperta tutti i giorni, Orario Estivo ore 10-13/ 15-19; Invernale ore 10-17
Visite guidate: Ore 10-18 (estivo); ore 10-16 (invernale);
Su prenotazione visite interattive per gruppi: adulti, bambini e scuole

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» Foto 2003: Lavori di Ristrutturazione al Castello
» Foto 2012: Palazzo dei Franzesi e Camminamento di Ronda

Le Mura di StaggiaGià a cavallo fra i secoli X° e XI° abbiamo notizie di Staggia e delle sue fortificazioni. In seguito i signori di Staggia (detti Soarzi) divennero una delle maggiori consorterie feudali della Valdelsa. I Soarzi furono più volte coinvolti nelle lotte fra Firenze e Siena essendo il loro castello in mezzo ai territori delle due potenti città. Questa famiglia conobbe glorie e splendori nel corso del XII° secolo ma, mentre il borgo iniziava a crescere ai piedi del castello, ebbero una rapida decadenza durante il secolo successivo. Dal XIII° secolo il borgo si sviluppò rapidamente, grazie alla vicinanza della via Francigena, che lo interessò direttamente con uno dei suoi rami.

Alla fine del '200 i Franzesi, famiglia originaria del Valdarno Superiore arrichitesi con i commerci in Francia, comprarono il castello, lo ingrandirono e abbellirono trasformandolo in un palazzo fortificato fra i più originali del tempo. Nel 1361 le attività commerciali dei Franzesi fallirono e la roccaforte fu acquistata dalla Repubblica Fiorentina, divenne così un'importante avamposto contro Siena. Staggia si trovò più volte coinvolta in guerre di confine e nel 1372 si resero necessari lavori di rafforzamento del castello e delle mura a protezione del borgo. Le mura furono ulteriormente rafforzate nel 1431 e il castello, al quale quest'ultime si raccordano, divenne il cassero della cittadella fortificata. Questi interventi furono effettuati con la consulenza del Brunelleschi.

Mura di Staggia :: Porta FiorentinaLe mura di Staggia, raccordate al castello sul lato settentrionale, si presentano ancora oggi pressoché intatte, ad eccezione di due brevi interruzioni, e presentano il tracciato della ricostruzione del 1372. Sono intervallate da Torri quadrate o poligonali ed esistono ancora tracce del camminamento di ronda, posto all'interno a raccordare le torri, in particolare le mensole di sostegno in pietra.

La cinta muraria era dotata di tre porte. Sono ancora presenti la Porta Fiorentina (nella foto a destra - detta anche di Nord-Ovest) e quella di Nord-Est, entrambe vicino al castello, mentre è scomparsa la porta Senese posta a Sud, abbattuta per far posto ad un allargamento della carreggiata!

Pianta della città.

L'antico castello ha una pianta irregolare molto vicina alla forma di un rettangolo, e sorge sopra un rilievo. La costruzione non è orientata, come spesso accade,  in riferimento al tracciato viario del borgo murato. Il castello è diviso in due recinti, tramite una cortina con al centro il maschio quadrato, unica traccia della prima fortificazione eretta dai Soarzi alla fine del 1100. Questa ripartizione, sebbene molto diffusa nelle fortificazioni di altre parti d'Italia, è rara da riscontrare nei castelli Toscani. Il recinto più grande rivolto verso il borgo, dotato di due poderosi torrioni cilindrici bastionati posti agli angoli, aveva la funzione di abitazione del feudatario. Questa parte, la cui bastionatura risale certamente ai rafforzamenti effettuati nel XV° secolo, è quanto resta del palazzo-fortezza eretto dai Franzesi agli inizi del 1300.

Si possono ancora notare alcuni particolari che denotano la ricercatezza della costruzione, come uno stemma superstite sul torrione a nord, alcuni portali, finestre finemente lavorate e un grande caminetto addossato alla parete interna dei locali. Il recinto minoredoveva servire per scopi secondari, ad esempio come ultimo rifugio per la popolazione in caso di cedimento della cortina muraria, ed era dotato di torri quadrate simili a quelle delle mura cittadine, una sola delle quali è oggi rimasta parzialmente integra. La porta principale, ed unica, d'ingresso alla fortificazione è posta in questa parte del castello, dalla quale poi tramite un'altra porta posta nella cortina di divisione si accedeva al cortile maggiore. L'accesso all'ingresso principale è unico nel suo genere, almeno in Toscana: avviene tramite una rampa che scavalca perpendicolarmente la porta di Nord-Est. Si erano creati così due livelli stradali che rendevano indipendente il traffico da e verso la città da quello del castello. Detta soluzione urbanistica era grandiosa per i tempi e ancora oggi attualissima, pensando al traffico caotico delle città moderne!

Commento pre 2006: Il castello versa oggi in un penoso stato di abbandono. Solo il mastio è stato oggetto di lavori di restauro negli anni passati. Il lato occupato dal recinto minore è invaso dalla vegetazione e con grave pericolo di crollo. Parte della costruzione è stata usata per lungo tempo addirittura come stalla e deposito di materiali rurali. Questa situazione mortifica una fortificazione per secoli contesa fra due grandi potenze medievali della regione come Siena e Firenze che, se adeguatamente ristrutturata e valorizzata, non avrebbe niente da invidiare ad altre mete turistiche che hanno ben meno da offrire in quanto testimonianze storiche ed architettoniche.

Nella primavera del 2006 è terminato Il restauro e il consolidamento della rocca, iniziati nel 1997 e più volte interrotti in seguito a i problemi nati sulla scelta del tipo di funzione e di fruibilità di questi spazi architettonici. Scartata, per fortuna, la destinazione ad attrezzatura ricettiva (9 camere d’albergo con un piccolo ristorante) la Rocca sarebbe dovuta divenire un 'museo di se stessa' a disposizione del territorio, attrezzata con arredi e taglio culturale in funzione della sua epoca di costruzione, punto di riferimento per la storia di questa zona della Toscana. L’intervento di recupero architettonico in è stato eseguito con un restauro conservativo e filologico nel rispetto assoluto delle caratteristiche stilistiche e formali dell’edificio. Sono state rese agibili le rondelle in ogni piano fino alla copertura, è stata resa agibile la torre del mastio. Tutte le murature delle cortine interne ed esterne sono state diserbate, pulite e consolidate in modo da fermarne il degrado. Le aree interne, la superiore anche oggetto di un accurato scavo archeologico da parte dell’Università di Siena, sono state rese agibili non solo per recuperare gli antichi spazi di deposito interni ad una rocca, ma per avere la possibilità di essere fruite per manifestazioni pubbliche. Dall'inaugurazione del 10 giugno 2007 la Rocca di Staggia Senese è totalmente agibile in ogni sua parte; sono stati ripristinati anche i camminamenti di ronda del primo recinto. Scarica i pdf delle Tavole che illustrano i restauri: Tavola 1 | Tavola 2.

Recentemente anche le mura urbane, comprese tra Porta Romana e Porta a Lecchi, sono state resturate. Come si legge nella relazione tecnica del progetto del comune, l’intervento ha comportato «la ripulitura della muratura dagli elementi impropri che la ricoprono [la cinta muraria]» come «tratti di rete metallica posta sulla sommità delle mura, piante e apparati radicali ... ripulire la muratura con una serie di operazioni comprendente in primo luogo la demolizione del cordolo esistente ed il suo rifacimento ... un successivo trattamento con idropulitrice a bassa pressione ... il restauro propriamente detto con la stuccatura dei giunti e con la ripresa delle porzioni di muratura sbrecciate o lesionate» Oltre agli obiettivi principali di recupero e messa in sicurezza delle mura, l’intervento è stato svolto anche nell’ottica di rendere la struttura fruibile ai cittadini. E' quindi nato un percorso pedonale esterno alle mura stesse da cui è avere una percezione diretta dell’importanza storica e architettonica della cinta muraria.

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