Castelletto di Villanova

La Principale Porta superstite con accanto la parte ristrutturata in forme neo-gotiche.


Da Firenze si segue la SS65 verso S.Piero a Sieve - Passo della Futa (Mugello). Il castelletto vi apparirà sulla destra poche centinaia dimetri prima di Villa le Maschere.


Il Castelletto di Villanova è una bizzarra costruzione, in stile neomedioevale edificato su parte dei ruderi dell'antico Castello di Villanova. Della costruzione originale rimangono una torre, due porte (la principale dotata di scalinata in pietra) e qualche tratto delle mura lungo il terrapieno ovoidale sul quale il fortilizio sorgeva. All'interno della cerchia sorgeva un edificio del quale non sussistono più tracce. Si può ipotizzare che il complesso ospitasse una comunità di un certo rilievo, visto che dentro le mura esisteva anche una Compagnia e la chiesa di San Jacopo.

Il castello fu un possesso dei nobili Ubaldini chiamati da Villanuova, intorno al 1250, ed in seguito della famiglia de’ Bettini, ramo degli Ubaldini. E’ raffigurato, nelle Piante di Popoli e Strade dei Capitani di Parte Guelfa (rilevazione condotta fra 1582 e il 1586). Nello statuto della Potesteria di Barberino di Mugello (1563) si legge che uno dei consiglieri della Borsa del Consiglio proveniva dal comune di Villanuova; incarico di una certa importanza poiché nelle competenze del Consiglio rientravano le normative che regolavano le transazioni economiche della comunità. La chiesa di San Jacopo, riedificata nel 1334, giurispadronato dei nobili Cattani, venne annessa dall’arcivescovo di Firenze alla curia di Santa Maria a Colle Barucci nel Piviere di San Giovanni a Petrojo nel 1565. Chiesa e castello furono acquistati nel 1611 dal marchese Ottavio Gerini e compresi nella tenuta e parco della Villa Le Maschere, una delle più vaste ville campestri della provincia del Mugello (oggi in ristrutturazione). L’attuale castello, ricostruito con architettura medioevale da Carlo Gerini, fu adibito a scuola per i bambini della fattoria e convento.

Fu abbandonato dal periodo della seconda guerra mondiale. Il primo restauro della torre con la porta e la scalinata è stato effettuato nel 1990 per evitare il progressivo deterioramento e conseguente perdita.

L’immobile, il viale di cipressi che incornicia l’ingresso e il parco sono stati oggetto di un piano di recupero volto alla trasformazione ad uso di locale per cerimonie, convegni, spettacoli e ristorante. L’intervento, attraverso l’attento studio delle caratteristiche del complesso immobiliare, nel rispetto dei vincoli posti dalla Soprintendenza dei Beni Culturali, ha consentito di mantenere gli interventi sull’immobile storico nei limiti di un restauro e ripristino fedele delle superfici e volumetrie esistenti. Il risultato è un complesso immobiliare che mantiene intatto il fascino delle strutture storiche pur essendo dotato di tutti i requisiti tecnici e pratici per l’utilizzo previsto.