Dove si trova
Il castello sorge nel cuore della Val d'Orcia a dominio del corso del fiume Orcia, si raggiunge attraverso un strada sterrata seguendo le indicazioni dall'abitato di San Qurico d'Orcia.
La storia
Le prime attestazioni documentarie del Castello di Ripa d'Orcia risalgono al 1271, anche se alcune fonti anticipano l'origine del sito al 1213. Fino alla metà del Duecento la rocca era controllata dalla famiglia Tignosi; tra il 1250 e il 1258 fu acquisita dalla Repubblica di Siena, che ne riconobbe subito l'enorme valore strategico-militare per il controllo della Val d'Orcia, snodo cruciale lungo la via Francigena.
Nel 1274 il castello passò alla potente famiglia Salimbeni, che attorno al 1318 vi eresse la prima vera struttura fortificata, elevando Ripa d'Orcia al rango di roccaforte (Roccham et fortilitiam, come recitano i documenti del 1316). Fu Giovanni Bottone Salimbeni ad ampliare e rinforzare ulteriormente la fortezza, dopo aver ottenuto il favore dell'imperatore Carlo IV; nel 1355 Giovanni d'Agnolino Salimbeni ricevette la conferma imperiale dell'autorità della famiglia sul feudo e sui relativi diritti giurisdizionali.
Alla morte di Giovanni Bottone, nel 1368, la proprietà passò per via matrimoniale alla famiglia Sforza, per poi tornare sotto il controllo di Siena. Nel 1417 il castello fu venduto alla Repubblica senese per 5.000 fiorini d'oro (secondo un'altra tradizione, in quello stesso anno sarebbe stato acquisito dall'Ospedale di Santa Maria della Scala). Tra il 1437 e il 1483 la proprietà appartenne alla famiglia Agazzari.
Dal 1484 il castello entrò nel patrimonio della famiglia Piccolomini, ramo Carli, che nel 1605 lo rese inalienabile tramite testamento: da allora la proprietà è rimasta ininterrottamente nelle mani dei discendenti Piccolomini, insieme ai rami Clementini e Febi, fino ai giorni nostri.
L'architettura
Il complesso non è un semplice castello isolato, ma un vero borgo fortificato: le mura perimetrali racchiudono circa 7.000 metri quadrati, all'interno dei quali si sviluppavano un piccolo insediamento con due strade e la Chiesa di Santa Maria delle Nevi.
La struttura si articola in tre elementi architettonici distintivi: un'alta torre quadrangolare, elemento difensivo dominante; una corte porticata di forma triangolare, cuore dell'insediamento; un'ala residenziale rettangolare più bassa, con struttura di copertura propria.
I restauri
Tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento il conte Pietro Piccolomini Clementini, con la collaborazione dell'ingegnere Savino Cresti, promosse un importante intervento di restauro volto a recuperare la primitiva e caratteristica originalità del castello, modernizzando al contempo alcuni ambienti per renderli abitabili secondo gli standard dell'epoca. Un ulteriore restauro conservativo risale al 1990.
Oggi è proprietà privata sede di una struttura agrituristica.