Roccaccia di Montauto

Notizie storiche di  Marco Ramerini

Il fortilizio oggi conosciuto come Roccaccia di Montauto era gi� noto come Montaguto o Castellare di Montautaccio in val di Fiora. Le prime notizie di Montauto, si hanno in relazione alla donazione fatta da Carlo Magno alla Badia delle Tre Fontane a Roma, in questo documento viene donata a detta Badia il castello di Montauto.

Il Papa Leone III, all' inizio del secolo IX conferma la donazione di Montaguto aggiungendo anche Orbetello, l'Argentario, il Giglio, Giannutri, Ansedonia anche i castelli di Capalbio, Tricosto, Marsiliana e Scerpenna. Nel XIII secolo � possesso degli Aldobrandeschi.

Nel XIV � sotto il dominio di Orvieto a cui, all' inizio del secolo XV si sostituisce Siena, nel 1470 i Senesi restaurano la rocca per farne un punto di forza a difesa dei confini del loro stato.

Esiste a Siena un documento del 1472 che parla di Montaguto in relazione alla richiesta fatta dalla vedova dell'ultimo Imperatore d' Oriente, Anna Paleologa, in fuga dopo la presa di Costantinopoli, di avere per se e per i suoi eredi in perpetuo il diruto castello e il distretto di Montaguto. Tali trattative non ebbero per� seguito e il castello rimase abbandonato.

Al momento della costituzione dello Stato dei Presidi, il distretto di Montaguto fu ceduto, insieme alla tenuta della Marsiliana, nel 1557 dal Re di Spagna al Granduca Cosimo I.

Oggi della roccaccia restano imponenti ruderi nella macchia.  A pianta rettangolare, conserva un torrione identificabile come cassero. Nelle sue vicinanze ci sono i ruderi di altri castelli "nella macchia" : Castellaccio di Pelagone (Scarceta), La Castellaccia (Stachilagi) con vicini i ruderi del monastero della Selva di Stachilagi, anch'esso dipendenza dell'abbazia delle Tre Fontane.

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